La disciplina normativa fondamentale – Gli strumenti di prevenzione – Le figure coinvolte – Organismi con funzioni di supporto e vigilanza – Le sanzioni.

LA DISCIPLINA NORMATIVA FONDAMENTALE

In materia di prevenzione della corruzione il principale riferimento normativo è attualmente co-stituito dalla L. 06/11/2012, n. 190 (cd. Legge anticorruzione), recante Disposizioni per la pre-venzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione (Pubblicata nella G.U. 13/11/2012, n. 265) e dai decreti attuativi che integrano la disciplina normativa di settore, tra cui in particolare:
D. Leg.vo 31/12/2012, n. 235, Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di con-danna per delitti non colposi, a norma dell’articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190;
D. Leg.vo 14/03/2013, n. 33 Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civi-co e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pub-bliche amministrazioni;
D. Leg.vo 08/04/2013, n. 39, Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell’articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190;
D. P.R. 16/04/2013, n. 62, Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
Il D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50, con i relativi provvedimenti attuativi (Decreti Ministeriali, Linee Guida, Circolari ANAC, ecc.), costituisce invece l’attuale riferimento normativo per la discipli-na degli appalti pubblici.

GLI STRUMENTI DI PREVENZIONE

Costituiscono i principali strumenti di gestione, programmazione e attuazione delle misure anti-corruzione:
– il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA);
– gli obiettivi strategici;
– i documenti di programmazione strategico-gestionale (DUP);
– il Piano triennale di Prevenzione della Corruzione (PPC);
– la formazione;
– la trasparenza.

Il piano nazionale anticorruzione

A supporto e in attuazione della Legge fondamentale in materia di anticorruzione l’ANAC è chiamata a redigere e adottare, ai sensi dell’art. 1, comma 2, lett. b) della L. 190/2012, il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA), i cui contenuti, finalità e procedure di formazione e aggiornamento sono descritte all’art. 1, comma-2 bis, della L. 190/2012 stessa.
Il PNA è vincolato al rispetto delle seguenti prescrizioni normative:
– durata: triennale;
– aggiornamento: annuale;
– destinatari: il Piano ha efficacia per le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del D. Leg.vo 30/03/2001, n. 165, ovvero tutte le Amministrazioni dello Stato (ivi compresi … continua su legislazionetecnica.it